La vita sospesa: ecco come Giorgia ha trovato la forza di adattarsi

Il periodo di lockdown ha reso obbligatorio sospendere le attività sociosanitarie e socio-assistenziali in tutta Italia, anche dei centri diurni come il Centro Speranza.

Ci troviamo in una situazione molto impegnativa e completamente nuova e sconosciuta, che si accompagna ad un alto grado di incertezza, paura e preoccupazione per i ragazzi che accogliamo e per i loro familiari per i quali, in questi mesi, il carico assistenziale si è fatto ancora più gravoso.

Eppure è nella difficoltà che queste famiglie ci donano esempi di resilienza incredibili.

Come la storia di Giorgia e Simona, sua mamma, che ci apre una finestra sulla quarantena che hanno vissuto in famiglia per farci capire, o almeno provare a capire, cosa e come sia stato possibile superare anche questa ennesima sfida. 

Cari Amici del Centro Speranzacon grande piacere vi invio la nostra testimonianza sull’esperienza di mia figlia Giorgia durante questo periodo di quarantena. 

E’ stato difficile spiegare ad una ragazzina con difficoltà il perché di questo isolamento dal mondo, il motivo per il quale non può andare più a scuola, non può prendere il pulmino per raggiungere i suoi cari amici, gli educatori e tutti i ragazzi del Centro Speranza o, semplicemente, non poter uscire per prendere un gelato.

Lei che vive e trova rifugio e conforto nella quotidianità, nei gesti scanditi e ripetuti tutti i giorni della settimana allo stesso modo, ha dovuto trovare la forza di adattarsi ad uno stile di vita sospeso nel tempo, cadenzato non più dalle attività che aveva assorbito e fatte sue, ma da semplici momenti della giornata e dalle attività che di giorno in giorno, ci siamo inventati per rendere sereno questo periodo.

Gli amici del Centro Speranza ci sono stati d’aiuto: gli educatori Carla e Domenico (quante volte al giorno sento ripetere questi nomi… 🙂 si sono tenuti in contatto con lei, scrivendole lettere, inviandole delle storie da leggere ed anche con video-chiamate.

E’ stato importante per Giorgia mantenere il contatto con la vita che, speriamo, riprenderà al più presto con i ritmi di prima.

La sua logopedista Lucia ha fatto lo stesso: le ha scritto lettere e le ha inviato, col linguaggio CAA, storie delle principesse (la sua passione..) e degli animali più improbabili (altra sua grande passione) dei quali io, alla sua età, non avevo mai sentito parlare. Abbiamo sentito spesso anche l’assistente sociale Maria Cristina che ci ha chiamato molte volte per sapere come se la stesse cavando Giorgia. 

Anche con la classe abbiamo mantenuto, per quanto possibile, qualche contatto. Giorgia ha partecipato a qualche video-lezione ed è stato importante per lei vedere, anche se solo attraverso lo schermo e per poco tempo, i suoi compagni, sentirne la voce e ristabilire appunto un contatto con la “normalità”. La professoressa di sostegno Federica è stata anche lei molto presente, chiamandoci spesso, inviando compiti e sostenendoci in questo periodo così particolare.

Tutte queste attenzioni, questi contatti, hanno aiutato non solo Giorgia, ma tutti noi, che in questa situazione abbiamo dovuto trovare un nuovo equilibrio familiare, abbiamo dovuto ricalibrare tempi e  abitudini perché anche le azioni più semplici, hanno assunto un’importanza impensabile dovuta alla lentezza del tempo.

Giorgia ha avuto anche le sue crisi, ha pianto e qualche volta si è disperata e non sempre è stato facile spiegarle che questo è solo un periodo e che presto, speriamo, avrà modo di tornare in contatto che le persone a cui lei tiene ed a cui vuole bene.. con il resto della sua famiglia insomma. 

Grazie quindi per l’impegno e l’attenzione dimostrate da tutti voi. Ci auguriamo di potervi abbracciare tutti presto, non solo virtualmente.

mamma Simona

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Pubblicato in centro speranza, news
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