La quarantena: un uragano che ha investito la nostra preziosa quotidianità

Nei lunghi giorni di isolamento sociale e chiusura in casa per contenere il diffondersi dell’epidemia di Coronavirus, ci sono state alcune categorie di persone che hanno sofferto molto più di altre le misure di distanziamento e contenimento dei contagi e sono le persone disabili che non hanno potuto ricevere l’assistenza di cui hanno veramente bisogno e non hanno potuto uscire di casa per svolgere alcune attività all’aperto e sociali che fanno parte del loro percorso terapeutico.

La sospensione dei servizi del Centro Speranza ha determinato una tragica ricaduta della gestione di situazioni molto complesse sulle spalle delle famiglie che hanno dovuto fronteggiare, per lo più da sole o con un’assistenza ridotta, le necessità dei loro cari con disabilità.

Chiara, mamma di Gianluca, ci ha raccontato la loro esperienza, tuttavia nelle sue parole non trapelano sentimenti di rabbia o rancore, nonostante ci abbia confidato di aver subito la sofferenza di sentirsi “invisibili nella società”.

Maggio 2020

Questo difficile periodo ha messo tutti noi a dura prova, dando vita, ormai da diversi mesi, a grandi e forti emozioni, sia in positivo che in negativo. Emozioni che inevitabilmente si amplificano ancor di più quando all’interno della propria famiglia c’è da salvaguardare, con molta più attenzione di prima, la salute fisica e psicologica di un figlio più fragile degli altri. I giorni scorrono in un tempo molto lento, faticoso e spesso molto demoralizzato, un tempo che però ci ha fatto anche riscoprire la bellezza dello stare insieme in famiglia e nel condividere anche la più piccola cosa che sembrava scontata, dandoci comunque forza e più coraggio nel proteggere e nell’apprezzare il dono della vita.

Mio figlio Gianluca frequenta il Centro da quando era bambino e oramai sono mesi che è a casa a seguito dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando. La quarantena è stata un uragano che ha investito la sua tanto preziosa quotidianitàGianluca è un adolescente che ha ben chiare le attività che scandiscono le sue giornate, per questo spiegargli da un giorno all’altro, il reale motivo per il quale non avrebbe per un po’ vissuto queste attività e gli affetti al di fuori di casa, non è stato per niente semplice, è stato un po’ come tirare il freno a mano di un auto in corsa a gran velocità e per questo ci sono stati anche momenti da gestire molto impegnativi con lui in alcuni giorni.

Tutto ad un tratto non c’erano più le semplici azioni quotidiane che per lui sono motivo di gioia e impegno. L’aspettare gli educatori sorridenti e il pulmino del Centro Speranza che lo venivano a prendere, la giornata gioiosa con gli educatori e i terapisti, non c’erano più gli amici del Centro.. e tutto questo gli manca moltissimo!!! Ed è per questo che per Gianluca è stato ed è a tutt’ora molto dura da affrontare e comprendere. Per non parlare poi della mia paura più grande nell’immaginare che sia il suo stato fisico che i suoi miglioramenti, senza terapie, possano essere fortemente compromessi. In casa cerchiamo di fare l’impossibile per lui, tra un pensiero e un altro, cerchiamo il più possibile di rendere Gianluca sereno riproponendo alcune semplici attività fatte al Centro Speranza. In ogni sua azione quotidiana nomino spesso tutti gli educatori, le suore e gli operatori del Centro Speranza e quando lo faccio, lui sfodera i suoi più grandi e solari sorrisi, ed è così che i suoi occhi si riaccendono di speranza. 

In questo periodo ci sono arrivati tanti e costanti messaggi di conforto e speranza a noi famiglie, da parte delle suore, in particolare dalla nostra amatissima Suor Graziella ed anche dagli educatori, dai terapisti e operatori in forma privata insieme a dei meravigliosi e preziosi video-messaggi e libricini da leggere tradotti in CAA e ciò ha fatto tirare su di morale Gianluca. Semplici e umili gesti, ma grandi umanamente allo stesso tempo, garantendo una continuità in formato diverso dal solito ma che allo stesso tempo ci ricaricano di speranza e grande forza nei momenti di sconforto o ci rallegrano nei momenti più sereni.

Sono molte, insieme alla nostra, le famiglie dei ragazzi e dei bambini del Centro Speranza che ora probabilmente sono stanche e avvilite per questa situazione che ci ha visto farci carico totale di un’ennesima missione grandissima per i nostri figli.

Ma sappiamo che il Centro Speranza ci è sempre vicino e continua a confortarci moralmente anche da lontano e questo, per tutti noi, è fondamentale per non sentirci soli.

Spero che presto venga restituita la preziosa quotidianità a Gianluca come a tutti i ragazzi e bambini che il Centro Speranza accoglie e possano tutti loro rivivere di nuovo le loro giornate preziose, gioiose e fondamentali, con i loro amici e con tutte le figure professionali che per Gianluca e per gli altri rappresentano un punto di riferimento importante, proprio come una grande famiglia.

Chiara

 

Aggiornamento: start.. finalmente si ricomincia!

 

Siamo felicissimi di poter aggiornare la storia di Gianluca comunicando che l’ 8 giugno è potuto finalmente rientrare al Centro Speranza. Ad attenderlo i suoi amici e una fantastica sorpresa: un set pista da corsa e macchinine telecomandate per tornare ad allenarsi con divertimento!!

 

 

 

 

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