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Una nuova vita per Francesco

UN ANTICIPO DI RESURREZIONE NELLA STORIA DEL PICCOLO FRANCESCO

Ce la raccontano i genitori, Carlo e Donatella.

“Un bambino di nome Francesco, è bellissimo, ha la microcefalìa, soffre di epilessia e di riflusso gastroesofageo, ha urgente bisogno di una famiglia, un giorno sarà adottabile; Dio vi sta facendo un grande regalo, lo prendete?”

Questa è la proposta “indecente” che tanti anni fa ci è stata fatta per telefono; domanda alla quale, con il cuore in gola per la gioia e lo stupore, abbiamo subito risposto sì. Proprio così, abbiamo risposto di si perché dopo la vita e la fede, Francesco è il dono più grande che Dio ci ha fatto! E vi assicuriamo che Dio non dà fregature perché ci ha dato e ci dà tutto quello che serve per prenderci cura di lui, per amarlo ed aiutarlo in tutte le sue necessità, consapevoli e pieni di gratitudine perché “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).

Quando tutto era pronto per andarlo a conoscere, sono iniziati a frullarci nella testa e nel cuore alcuni dubbi: ma questo bambino ha continuamente bisogno di cure, di ospedali ed interventi… Noi saremo adatti? Ce la faremo ad aiutarlo? Sarà vero che Dio ci sta facendo un regalo?

A quel punto non rimaneva che pregare la Madonna, la Madre del Cristo crocefisso e la nostra preghiera è stata: “se questa è la Volontà di Dio fa che quando lo vediamo ci innamoriamo e tutti i dubbi passeranno”.

Così è stato. Il giorno che lo abbiamo visto per la prima volta, è stato memorabile; era così bello con la sua tutina blu, un autentico angelo; era portato in braccio dalla madre naturale, una giovane ragazza che non potendo più occuparsi di lui aspettava con trepidazione una famiglia che lo accogliesse. Ci siamo innamorati perdutamente di Francesco a prima vista e lo avremmo preso con noi subito; siamo tuttavia tornati a prenderlo proprio il giorno del suo compleanno, ma il regalo più grande è stato lui a farlo a noi…

Dopo circa due anni di affido ci è stato possibile adottarlo e quasi in contemporanea è iniziata la sua frequenza al Centro Speranza dove operatori e specialisti, con amore, dedizione e competenza professionale seguono con successi tangibili la sua riabilitazione e il suo sviluppo. Dio ci veniva incontro nella Missione che ci stava affidando mettendoci accanto degli aiuti; tra questi il Centro Speranza voluto dalla Beata Madre Speranza. Francesco è aiutato al Centro Speranza attraverso fisioterapia, idroterapia, musicoterapia, psicomotricità, esperienze educative tutti i giorni per quattro giorni alla settimana e nel periodo scolastico frequenta anche la scuola, alcune ore in due giorni, assistito da insegnanti di sostegno ed educatori.

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Francesco durante il laboratorio musicale con la sua educatrice al Centro Speranza

 

Da qualche anno abbiamo appurato che il complesso patologico di Francesco è di origine genetica. Francesco è un ragazzino speciale e prendersi cura di lui è un autentico privilegio perché ha il potere di limitare il nostro egoismo e di dare le giuste priorità a tutta la giornata che, prima del suo “avvento” era piena di preoccupazioni e anche di tante cose non sempre utili. Proprio così: prenderci cura di qualcuno che ha assoluto bisogno di noi è una chiave di salvezza, un anticipo di Paradiso che siamo sicuri essere pieno di persone come lui.

Grazie per quanto fate per Francesco e per gli altri bambini e ragazzi con disabilità del Centro Speranza!  

 Carlo e Donatella 

 

 

 

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