Descrizione

Il nostro Flavio, un ragazzo speciale

Giuseppina e Domenico sono i genitori di Flavio, un ragazzo che frequenta il Centro Speranza dalla tenera età di tre anni. Oggi Flavio ha quasi 30 anni e tutti al Centro Speranza lo considerano un figlio, un fratello, un amico.

Di getto la mamma inizia a raccontare i primi anni del figlio e della sua famiglia che non si è mai lasciata sopraffare dallo sconforto. «Tutto è iniziato una sera. Ero incinta e caddi. I medici mi fecero delle punture di cortisone per fare in modo che il bambino respirasse correttamente. Flavio è nato prematuro. Eravamo molto preoccupati per la sua nascita prematura ma i dottori ci tranquillizzarono. Ovviamente Flavio aveva bisogno dell’incubatrice. Era tanto piccolo, ma i dottori ci dissero di avere pazienza c’era bisogno di tempo.

Passano i mesi ma nostro figlio non reggeva la testa. Iniziò così il nostro girovagare tra i neuropsichiatri. Suor Carità del Centro Speranza, che già conoscevamo, ci portò a Mantova dal professor Cantadori. Fu lì che conoscemmo la verità. “Non amo dire bugie – disse Cantadori – Il bambino è tetra-paretico”. Ci spiegò che difficilmente avrebbe avuto l’uso della parola e l’uso degli arti e che il bambino avrebbe avuto bisogno di tanto amore. Quando ci è stato detto ciò Flavio aveva circa sette mesi. Fin da subito abbiamo avuto il sostegno dal Centro Speranza. Lì Flavio poteva beneficiare di alcune ore fi fisioterapia. Era così piccolo che Suor Carità lo chiamava batuffolo e io micino. Cresceva poco e lentamente».
«La sua salute era molto cagionevole – interviene il papà – si ammalava spesso di bronchite. Un giorno un pediatra facendo fare un’analisi particolare scoprì che Flavio non aveva le difese immunitarie ed era per questo che si ammalava così spesso. Da qui iniziammo una terapia che consisteva in punture di medicinali particolari e molto costosi. Piano piano, Flavio ha iniziato a rafforzarsi.

 

Flavio è un ragazzo pieno di vitalità – dice il papà sorridendo – ama stare a contatto con la gente, ed è anche molto orgoglioso e questa è una qualità che lo spinge sempre a fare del suo meglio, come con la carrozzina». «Infatti – continua la madre – l’arrivo della carrozzina elettrica ha segnato un passaggio importante della vita di Flavio. Aveva circa diciotto anni e un giorno al lago Flavio vide una ragazza che si muoveva con la carrozzina elettrica. In quel momento Flavio si decise: voleva anche lui la carrozzina elettrica! La decisione di prenderla fu molto ponderata e calcolata in collaborazione con tutta l’équipe del Centro. Avevamo tutti un po’ paura di dare a Flavio un carico di aspettative che, se fossero state disattese, lo avrebbero fatto soffrire troppo, fortunatamente non è stato così. Il Centro Speranza, per noi, ha rappresentato un’ancora di salvezza, ma anche una guida – dice Giuseppina – ci ha sempre dato un senso di sicurezza e noi ci fidiamo, è per questo vogliamo che Flavio sia seguito dall’equipe del Centro Speranza».

 

La mamma di Flavio ha avuto l’onore di conoscere Madre Speranza. «Da ragazzina – racconta la signora Giuseppina – volevo farmi suora e andai in collegio a Collevalenza, ma mio padre non voleva e Madre Speranza in un’occasione mi disse che “non ero nata per fare la suora ma ero nata per fare la madre a tempo pieno”. Oggi dopo 30 anni mi rendo conto di cosa Madre Speranza volesse dire. Perché con Flavio sono mamma a tempo pieno».

 

Testimonianza di Susanna Cicchi, educatrice professionale

Flavio è un ragazzo allegro, solare e aperto alla relazione. Vivace nell’animo. La prima volta che ho preso in carico Flavio era il 1998; aveva circa 13 anni e stava preparando gli esami di V elementare. Ho seguito Flavio per tre anni. Il gruppo era formato da sei ragazzi dolcissimi. Ci divertivamo molto. Ricordo che andammo a fare una gita a Montecchio. Lì i ragazzi mi fecero una sorpresa bellissima: in occasione del mio compleanno

prepararono una coroncina di pasta di sale come regalo. Flavio aiutava tanto in cucina e nei lavori che si svolgevano quotidianamente. È stata un’esperienza che ha consolidato molto la relazione. Dopo diversi anni ho ripreso in carico Flavio e ho ritrovato in lui la solarità e l’allegria che lo caratterizzavano all’epoca.

Certo era un po’ indurito nel corpo ma la sua forza, la sua emotività e la sua solarità erano le stesse. Flavio è un ragazzo speciale.

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