Teatro piccolissimo, ma solidale

Il grande cuore del teatro più piccolo del mondo

Ogni anno, dal 2009, il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio (Pg) mette a disposizione la sua splendida location, per uno spettacolo teatrale o musicale il cui ricavato è devoluto in beneficenza al Centro Speranza, un sodalizio che gode del patrocinio del Comune di Monte Castello di Vibio.

La Società del Teatro della Concordia, curatrice del teatro “più piccolo del mondo”, è vicina al Centro Speranza, non tanto per una questione geografica – il Teatro della Concordia, infatti, è la perla di Monte Castello di Vibio, piccolo borgo medievale adiacente al comune di Fratta Todina, dove si trova la sede operativa del Centro Speranza. – Si tratta piuttosto di una vicinanza intesa in senso figurativo, la Società del Teatro della Concordia, infatti, è particolarmente vicina all’opera condotta dalle suore Ancelle dell’Amore Misericordioso per i bambini e i ragazzi con disabilità e le loro famiglie. Ogni anno, la Società del Teatro della Concordia inserisce nella programmazione uno spettacolo di beneficenza per sensibilizzare la clientela sull’importanza del servizio offerto dal Centro Speranza.

Una collaborazione significativa per la raccolta fondi condotta grazie agli spettacoli e per l’opportunità di usufruire del teatro come “cassa di risonanza”, capace di portare all’attenzione del pubblico tematiche come la disabilità, che purtroppo trovano sempre meno spazi nella vita di tutti i giorni. “Il sodalizio con il Centro Speranza è un servizio alla comunità – argomenta Edoardo Brenci, Presidente de La Società del Teatro della Concordia – Perché quando il teatro serve a fare beneficenza, arricchisce la mente e lo spirito di chi partecipa. In particolare, quando ci mettiamo a disposizione per raccogliere fondi a favore del Centro Speranza, diventa un’occasione per dare voce e valore ai bisogni delle persone con disabilità”.

La Società del Teatro della Concordia è da sempre molto attenta a temi sociali e umanitari, e in questo, senso il sodalizio con il Centro Speranza è vissuto come un “servizio” alla comunità, per fare del teatro una “cassa di risonanza” e dar voce e valore ai bisogni delle persone con disabilità.

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