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Giovani che pu(o)ntano in alto!

Lucia, Irene, Sofia, Ilaria, Paolo, Rebecca, Ilaria, Silvia, Ikram, Chiara, Latifa, Alessandro arrivano al Centro Speranza mercoledi 1 giugno per un’esperienza di volontariato. Sono studenti tra i 15 e 18 anni dell’Istituto Ciuffelli-Einaudi di Todi e fanno parte di uno dei presidi di volontariato promossi dal Cesvol all’interno delle scuole con lo scopo di risvegliare nei giovani una sensibilità verso le problematiche sociali. I 12 ragazzi si sono organizzati autonomamente scegliendo il nome al loro presidio “Po(u)ntiamo in alto”, un gioco di parole per esprimere il desiderio di costruire ponti di relazioni che avvicinino le persone, abbattendo diffidenze e distanze.

Durante le riunioni del presidio nasce la proposta di avvicinarsi alla realtà della disabilità con il desiderio di conoscerla meglio e di comprenderla nella sua apparente distanza. Per questo motivo chiedono di poter visitare il Centro Speranza e trascorrere del tempo con i nostri bambini e ragazzi.

E sono proprio i nostri ragazzi a fare gli onori di casa con entusiasmo e affetto. Giuliana, Sabrina, Cosima, Idalia, Andrea, Patrissia, Cesare, Irene accolgono i giovani del presidio sulle note delle loro canzoni preferite e li accompagnano a visitare i luoghi in cui quotidianamente svolgono le attività. La giornata prosegue con un laboratorio musicale guidato da Emanuela e Lorenzo, i due musicoterapisti del Centro. Stare insieme sperimentando i canali espressivi dell’arte e della musica permette a tutti di comunicare ed entrare in relazione abbattendo le diffidenze per condividere emozioni e…risate!

Condivisione è la parola chiave della giornata che si conclude con il pranzo insieme, fianco a fianco per scoprire che la disabilità non è un muro che separa ma un luogo di tenerezza, una possibilità di sviluppare solidarietà e fratellanza.

I giovani del presidio volevano costruire un ponte con la realtà della disabilità e ci sono riusciti stando accanto ai ragazzi del Centro con la semplicità e la dolcezza giusta. A fine giornata ci scambiamo le esperienze e cerchiamo di rielaborare quanto vissuto in un dialogo con la coordinatrice pedagogica, suor Graziella Bazzo. I ragazzi raccontano di essersi sentiti accolti in modo incondizionato dai ragazzi del Centro e di aver sperimentato un clima sereno e non giudicante.

Alcuni di loro avevano timore di accostarsi a persone con disabilità, temendo di non essere capaci o di mettere a disagio l’altro mentre l’esperienza vissuta ha cambiato la loro prospettiva. Il timore ha lasciato spazio alla gioia, alla disponibilità e alla gratitudine.

Entrando al Centro Speranza colpisce la naturalezza e la familiarità delle relazioni e dell’ambiente, dice Ikram, presidentessa del presidio. Ed è in fondo proprio il clima di famiglia l’ingrediente segreto e speciale del Centro Speranza.

Noi siamo grati a questi ragazzi per aver scelto il Centro Speranza per iniziare l’avventura nel mondo del volontariato e auguriamo loro di poter veramente puntare in alto nella vita costruendo ponti di relazioni, di solidarietà e di fratellanza.

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