OrtoInsieme: coltiviamo il futuro!

Non una celebrazione, ma una testimonianza di quanto sia possibile fare per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie

Si è aperta con questo intento la conferenza stampa con cui il Centro Speranza a Fratta Todina ha presentato il nuovo servizio, erogato in convenzione con il SNN, per l’inclusione sociale di giovani e adulti con disabilità intellettive o del comportamento  che, terminato il percorso scolastico obbligatorio, da tempo non usufruiscono più di alcun servizio da parte delle istituzioni e non trovano collocazione in contesti lavorativi o sociali.

È pronto a partire il progetto “OrtoInsieme”, attività innovativa di orto-terapia che va ad ampliare l’offerta dei laboratori protetti già messi a disposizione dalla struttura sanitaria (cucina, ceramica, estetica, parruccheria, serra e orto). Un progetto nato in collaborazione con la Usl Umbria 1 e varie realtà del territorio, riqualificando il parco di palazzo Altieri e del suo disegno di “giardino all’italiana” del ‘600. Un’area verde di circa un ettaro, che torna a vivere per dare opportunità e dignità a chi è più fragile. 

Il Centro Speranza a Fratta Todina ha presentato il nuovo servizio dei laboratori protetti

Hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Coesione Sociale e Welfare, Luca Barberini; la direttrice del Distretto Media Valle del Tevere della Usl Umbria 1, dott.ssa Maria Donata Giaimo, per la Zona Sociale 4 è intervenuto il sindaco del Comune di Marsciano Alfio Todini, per il contributo donato all’avvio dell’attività di orto terapia il dirigente della Philip Morris Italia dr. Cesare Trippella.

La società del tabacco leader mondiale ha infatti stanziato per il progetto “OrtoInsieme” un importante contributo di filantropia territoriale, al fine di progettare e organizzare lo spazio esterno destinato alla coltivazione di ortaggi e alla realizzazione di un pergolato e di vasche rialzate con l’accesso facilitato per le persone con ridotta mobilità. La caratteristica di questo impianto è un aspetto importante che contraddistingue la nuova proposta dell’attività di orto-terapia offerta dal Centro Speranza.

“L’intervento della Philip Morris in Italia è un fatto reale e tangibile in quelle zone in cui le calamità naturali hanno creato dei disagi. Oltre a ciò, si è scelto di fare di più. Forte dell’attaccamento economico che la società ha nei territori umbri della Media ed Alta Valle del Tevere, siamo stati onorati di poter aderire a un progetto che fosse concreto e di supporto alla reale integrazione dei giovani con disabilità” Ha dichiarato il dirigente della Philip Morris Italia dr. Cesare Trippella.

Il Centro Speranza per l’occasione, oltre ai rappresentanti istituzionali, ha fatto sedere allo stesso tavolo molti dei soggetti con i quali ha costruito una rete di solidarietà e di collaborazione a vantaggio della popolazione della Media Valle del Tevere.

Un progetto corale che ha avuto il plauso delle autorità presenti.

“Un’idea vincente: un tassello verso l’affermazione di una vita dignitosa riconosciuta alle persone con disabilità” ha dichiarato nel suo intervento la direttrice del Distretto Media Valle del Tevere della Usl Umbria 1, dott.ssa Maria Donata Giaimo, la quale ha tenuto a precisare che prima del suo attuale incarico, il mondo della disabilità le era professionalmente lontano, per il trascorso presso il dipartimento di prevenzione della salute. “La mia idea è quella che il Centro Speranza sia sempre di più un luogo aperto al resto del mondo. – ha detto la direttrice – Bisogna guardare al futuro, cambiando l’idea della disabilità. È necessario intervenire affinché le persone con disabilità abbiano non solo la cura, ma anche e soprattutto, la possibilità di vivere una quotidianità insieme alle altre persone.”

Ha parlato di “una nuova pagina” il sindaco del Comune di Marsciano Alfio Todini, intervenuto in qualità di capofila della Zona Sociale 4. “Un’iniziativa di grande valore, che aiuta la comunità a crescere in una chiave di inclusione e condivisione. È una bella novità e i comuni – questo l’input che il sindaco rivolge ai suoi colleghi – dovranno impegnarsi per sfruttare quanto di buono si può fare per l’interesse generale della comunità della popolazione locale”.

“Attraverso la sua testimonianza, il Centro Speranza dimostra di saper attrarre e coinvolgere realtà diverse della società: associazioni, imprese, scuola, Usl e istituzioni. Un’idea di progetto attraverso cui “essere comunità” Il gioco di squadra si rivela vincente per dare risposte adeguate” ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Coesione Sociale e Welfare, Luca Barberini. “Un Centro che fa della crescita professionale uno egli obiettivi di arricchimento da perseguire per innalzare la qualità del servizio offerto. Il Centro Speranza è un servizio che dà lustro, qualifica e propone risposte adeguate a vantaggio della comunità.” Nell’intervento l’assessore ha poi aggiunto “Le istituzioni devono essere vicine alle associazioni per poter ascoltare i bisogni e dare risposte adeguate. Oggi ci sentiamo arricchiti da questa testimonianza che presenta un progetto che è già partito, non è una promessa, bensì un impegno realizzato che valorizza il territorio in cui opera puntando sulle diverse forme di collaborazione. Le richieste dall’ambito sanitario e sociale sono sempre tante; sul tema della non autosufficienza, non dobbiamo e non vogliamo accontentarci: servono regole e risorse per spendere e sapere usare bene le risorse a disposizione. In questo senso, un buon esempio arriva proprio dalla Zona Sociale 4: lo fa bene, in maniera diffusa e con competenza.”

In conferenza stampa sono intervenuti anche l’ideatrice del progetto di riqualificazione del parco di Palazzo Altieri, Arch. Giovanna Chiuini che ha espresso ricordato di come la “ricerca della bellezza” possa essere riorganizzata in funzione di un bene sociale.

Per l’associazione Pomodoro Cesarino di Monte Castello di Vibio è intervenuto il presidente, Anthony Poli “Orgoglioso di aver intrapreso questa collaborazione con il Centro Speranza” a cui sono state donate 50 piantine del pomodoro “cesarino” autoctono del territorio del Comune di Monte Castello di Vibio, una varietà che ben si adatta anche all’attività di orto-terapia, in quanto la pianta riesce a svilupparsi in quasi totale assenza di acqua e ha uno sviluppo “non determinato” e quindi adatto alla coltivazione nelle vasche per orti rialzati.

Presenti in sala anche la coordinatrice del servizio Centro Diurno Alzheimer “La Torre” , Teresa Bertoldo. Il laboratorio protetto “OrtoInsieme” sarà aperto anche alle persone affette dalle forme più lievi di Alzheimer per le quali lo svolgimento di attività piacevoli e concrete che hanno svolto in passato, come coltivare le piante e l’orto, oggi gli consente di ricordare il loro vissuto e farne tesoro per la quotidianità.

Uno sguardo al futuro, anche attraverso la presenza del Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario Ciuffelli Einaudi di Todi, Prof. Marcello Rinaldi e di Giuliano Boccali, presidente dell’associazione Borgo Solidale dopo di Noi. 

L’esempio del Centro Speranza testimonia la volontà di non fermarsi mai, avere la capacità di guardare al futuro, senza dimenticare le proprie radici.

L’obiettivo è offrire un FUTURO alle persone con disabilità, anche attraverso l’apprendimento di nuove abilità.

Il Centro Speranza si connota per il suo agire come strumento d’integrazione” ha dichiarato il coordinatore del personale Giuseppe Antonucci. “Determinante è il lavoro multidisciplinare dell’équipe e la presenza, in questa, di educatori professionali che aggiungono valore pedagogico alle attività riabilitative.”

Il Centro Speranza metterà a disposizione dei nuovi utenti figure qualificate quali educatori professionali, tecnici specializzati (maestro d’arte, agronomo, cuoco) e setting facilitati dei quali la struttura riabilitativa dispone: laboratori di cucina, ceramica, parrucchieria, serra, il frutteto e, da quest’anno, l’orto con un pergolato, spazi a terra e vasche rialzate con l’accesso facilitato alle persone che si muovono con sedia a rotelle. I laboratori saranno organizzati in piccoli gruppi di dieci persone, le attività avranno una durata di tre ore al giorno nel pomeriggio, con una frequenza settimanale di due o tre giorni. Questa proposta intende cercare di rispondere ai bisogni globali della persona, rispettando, al contempo, le sue aspettative di vita, dando delle risposte specifiche, calate sulla persona e sulla sua capacità di scegliere l’attività preferita. Partendo dalla loro storia evolutiva ed educativa, senza forzature rispetto alle loro reali capacità, si cercherà di sviluppare le abilità potenziali e quelle già acquisite, consapevoli che non per tutti sarà possibile gestire processi produttivi completi.

Per informazioni rivolgersi alla segreteria dalle ore 9 alle ore 13, dal lunedì al venerdì. 
Tel. 075/8745511

Pubblicato in centro speranza, news
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