Il “Coaching di processo” del Centro Speranza entra tra gli “Innovation Lab 2016”

Il modello di “Coaching di Processo” messo appunto dal professor Alfio Cascioli in maniera specifica per il Centro Speranza partecipa al Concorso Innovation Lab 2016. Questo concorso premia metodologie e prassi di successo degli psicologi laziali ed è per il Centro Speranza un grandissimo piacere poter parlare della qualità del lavoro e dei progressi fatti nelle competenze professionali e relazionali degli operatori socio-sanitari grazie al prezioso intervento del Professor Alfio Cascioli.
Il Centro Speranza rivolge da sempre molta attenzione alla qualità del lavoro e al benessere dei suoi cinquanta dipendenti. Per questo motivo adotta da sempre, conformemente ai principi contenuti nel Decreto Legislativo n° 81 del 2008 ossia il testo unico della sicurezza sul lavoro, tutti gli strumenti che tutelano la salute psicofisica dei lavoratori.
Per adempiere ai suoi doveri, il Centro di Fratta Todina, ha attivato durante l’anno 2013 un percorso formativo curato dal professore Alfio Cascioli – psicologo del lavoro e psicoterapeuta. Tale percorso è definito “Coaching di Processo” cioè una “consulenza di processo” in ambito organizzativo volta al miglioramento delle competenze professionali e relazionali degli operatori socio-sanitari.
Questo tipo di formazione pone al centro il benessere della persona.
Si parte da una auto-valutazione dell’operatore e da una etero-valutazione da parte del responsabile dell’attività operativa su ciascuna delle competenze. Si individuano gli eventuali scostamenti tra le due valutazioni e si programmano gli obbiettivi, le modalità e i tempi del possibile recupero.
Il professor Alfio Cascioli responsabile del progetto descrive il Centro Speranza come una delle realtà più interessanti in Italia per l’alta professionalità e il clima eccezionale dei rapporti interni.
Per il Centro Speranza il professor Cascioli ha avviato una “consulenza di processo” in ambito organizzativo volta al miglioramento delle prestazioni di lavoro degli operatori. Una formazione one-to-one, quindi individuale. Coaching è un termine inglese che significa accompagnare, allenare. In sostanza si intraprende un cammino per crescere insieme. Infatti, anche il “Coach”, lo psicoterapeuta, cresce insieme al suo assistito. Si tratta di una formazione centrata sullo sviluppo non solo professionale, bensì soprattutto personale e motivazionale.
Possiamo definirla una formazione di alto profilo che si svolge nelle aziende e che generalmente è riservato alle cariche direttive. La direzione del Centro Speranza si è distinta proprio per averla proposta a tutti i suoi dipendenti.

Il coaching è un percorso che si crea insieme in un periodo di tempo più o meno lungo. Si parte da una fase iniziale più approfondita in cui si cerca di stabilire un rapporto profondo, poi insieme si stabilisce un cammino che si sviluppa in ulteriori tre incontri, all’incirca ogni due mesi. Quindi nel primo incontro, dopo una verifica della situazione iniziale in termini di aree di crescita professionale e di crescita psicologiche in termini di qualità della vita, si programma un percorso. Il percorso mira a verificare la crescita sia sul piano umano che professionale prendendo in considerazione 7 ambiti di intervento: comunicazione, orientamento al cliente esterno ed interno e stabilità emotiva per l’area relazionale; organizzazione, flessibilità, iniziativa e problem solving per l’area cognitiva. Dopo i 4 incontri individuali sviluppati con ogni lavoratore nell’arco di un anno si è tenuto un incontro plenario.

Dall’analisi dei colloqui con i lavoratori il professor Cascioli ha delineato un quadro estremamente positivo dell’ambiente lavorativo del Centro Speranza sottolineando in particolare la grande motivazione degli operatori verso il loro lavoro e il grande amore per i ragazzi con disabilità da loro seguiti. Il professor Cascioli sottolinea la presenza di un clima psicologico interno eccezionale e difficile da trovare in altre realtà.
Chiaramente in questi incontri vengono fuori i problemi di ciascuna persona; problemi di vita, di famiglia e i problemi personali ma per gli operatori del Centro Speranza non ci sono problemi importanti derivanti dal lavoro anzi dal lavoro ricevono un feedback positivo.
Il professor Cascioli ha sottolineato come al Centro Speranza sia proprio la motivazione alta a sostenere efficacemente il carico lavorativo e a ridare gratificazione grazie all’amore che deriva dalle relazioni profonde e significative che si stabiliscono con gli stessi bambini e ragazzi assistiti.
L’ambiente di lavoro al Centro Speranza sembra favorire il benessere complessivo della persona.
Benessere da bene-essere significa non solo sentirsi bene ma trovarsi in uno stato di benessere psicologico complessivo. Quando parliamo di benessere psicologico di una persona parliamo della qualità della vita che è legata strettamente alla vita affettiva, relazionale e professionale di ciascuno. La psicologia mette al primo posto l’amore e al secondo posto il lavoro. Il lavoro è un ambito importantissimo nella vita di un individuo perché una persona dedica ad esso 8 ore della propria giornata; per questo l’ideale sarebbe che un individuo riuscisse a fare il lavoro verso cui è profondamente motivato. Qualsiasi lavoro – la psicologia non ha una gerarchia dei lavori – l’importante è che quel determinato impiego sia svolto con piacere e con amore.
Il risultato complessivo del “Coaching di processo” al Centro Speranza ha evidenziato come i singoli dipendenti siano sostanzialmente esenti da Bourn-Out e capaci di crescere in maniera decisiva nelle varie aree di intervento anche grazie ai colloqui psicologici con il professor Cascioli.
Un risultato positivo per un lavoro importante che oggi entra a far parte della rosa di progetti innovativi di intervento negli ambienti lavorativi perché la costruzione di una specifica professionalità psicologica è ormai argomento dibattuto da tempo nel modo accademico e nel mondo del lavoro. La relazione tra formazione e spendibilità dei modelli psicologici in rapporto ai problemi sociali è questione complessa ma di fondamentale interesse. Siamo dunque molto felici di poter far parte di questo progetto importante per la crescita umana della nostra società.

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