Storia

“In seguito ad una forte sofferenza, sorgerà un’opera buona per lenire le sofferenze degli ultimi, dei piccoli”.

Il Centro Speranza svolge la sua attività presso il Palazzo Altieri di Fratta Todina un piccolo borgo tra Todi e Marsciano, in provincia di Perugia. Gestito dalla Congregazione delle Suore Ancelle dell’Amore Misericordioso, il Centro Speranza ha una storia che inizia molti anni prima della sua effettiva esistenza.

Il Palazzo Altieri fin dal 1948, per richiesta del vescovo della Diocesi di Todi Alfonso Maria De Santis, ospitava una scuola materna e un istituto per minori provenienti da famiglie disagiate, le opere erano gestite dalle suore della Congregazione che qui risiedevano. La maggior parte dello stabile era fatiscente e non agibile, e le possibilità economiche delle Congregazione erano limitate.

storia2 Palazzo Altieri nel 1948

La fondatrice della Congregazione delle Suore Ancelle dell’Amore Misericordioso, Madre Speranza nel corso della sua vita, aveva più volte espresso il desiderio di realizzare nella casa di Fratta Todina una struttura che accogliesse bambini cerebropatici e le loro famiglie.

storia5 Madre Speranza

La Superiora della Comunità religiosa residente nella casa di Fratta Todina, era sfiduciata dal trattare con le autorità civili che ostacolavano il lavoro delle suore, e attendeva che Madre Speranza le dicesse di abbandonare tutto per recarsi altrove nelle terre di Missione. Al contrario, Madre Speranza incoraggiò le suore a portare avanti questo Progetto che lei vedeva come espressione della volontà di Dio. Più volte la sentirono ripetere “Il Signore lo vuole, il Signore aiuterà”. Anche un’altra religiosa ricordò di aver sentito dire da Madre Speranza, dopo una sua visita alla comunità “Qui un giorno sarà come a Menagarai!” uno dei due centri per disabili, insieme con quello di Santurce, che Madre Speranza aveva avviato in Spagna fin dai primi anni di esistenza della Congregazione.

Il desiderio di Madre Speranza sembrava essere precursore di ciò che accadde negli anni successivi. Fu l’inizio di un cammino lungo e faticoso, ma anche ricco di speranza e fiducia nel progetto che il Signore aveva disegnato per il bene dei fratelli in necessità. Verso gli anni ottanta cominciarono a presentarsi casi di bambini con disabilità fisiche e di apprendimento, ed erano soprattutto le famiglie a chiedere un sostegno fisico e morale alle suore, ma queste erano impreparate ad accogliere e gestire questo il servizio richiesto.

La risposta al problema arrivò con l’incontro tra Madre Speranza e Vittorina Gementi insegnante, pedagogista e fondatrice della Casa del Sole per bambini cerebropatici a Mantova.
storia6 Madre Speranza e Vittorina Gementi

I primi incontri tra Madre Speranza e Vittorina Gementi si svolsero a Collevalenza nel Santuario dell’Amore Misericordioso, tra le due nacque una profonda stima reciproca.

Nell’ottobre del 1976 due suore neo-professe furono inviate a prestare servizio presso la Casa del Sole, per fare esperienza e conoscere i principi del Trattamento Pedagogico Globale. Al tempo stesso, si intensificarono i contatti tra le suore della Congregazione e le autorità civili competenti per tutte le autorizzazioni richieste dal caso.

Nel 1981 Madre Speranza chiese la collaborazione e la consulenza dell’équipe che operava alla Casa del Sole. Nell’estate del 1984, la prima fisioterapista assunta dal Centro Speranza svolse un periodo di formazione presso la Casa del Sole, e poco dopo, l’équipe del Centro Speranza seguì un corso di aggiornamento presso la struttura di Mantova. Si costituì la prima équipe medico psico-pedagogica composta da un medico psichiatra, una suora assistente sociale, un logopedista, una fisioterapista e due suore con diploma idoneo, rilasciato dalla Scuola ortofrenica di Brescia le quali avevano fatto tirocinio presso la Casa del Sole.

La Comunità religiosa, rendendo concreto il desiderio di Madre Speranza, si trovò il personale preparato affinché si potesse avviare l’attività a beneficio dei disabili più bisognosi e delle loro famiglie, ispirandosi ed applicando i principi del Trattamento Pedagogico Globale. Durante i primi anni di attività non è mai venuta meno la supervisione di Vittorina Gementi e dei suoi collaboratori, tra questi ricordiamo con stima profonda e affetto il Dr. Edoardo Cantadori, neuropsichiatra infantile per quarant’anni Direttore Sanitario dell’Associazione Casa del Sole Onlus.

storia1 Madre Speranza

Le attività del Centro Speranza iniziarono ufficialmente il 17 settembre 1984 con l’autorizzazione al servizio di riabilitazione per tre bambini cerebropatici. Nel 1988 la Regione Umbria certificò il riconoscimento e l’autorizzazione, riconoscendo il servizio con la dicitura di Centro Speranza, in memoria della fondatrice Madre Speranza morta l’8 febbraio del 1983. Quando l’attività del Centro Speranza ebbe inizio, Madre Speranza era volata in cielo da appena un anno.

storia4 Le attività del Centro Speranza

In questi anni il Centro Speranza ha continuato ad essere gestito dalla Congregazione, dispone di un ricco patrimonio di risorse umane e consulenti, ha ottenuto la convenzione con la ASL nel 1989 e ha visto l’estensione di tale convenzione nel 1994 e nel 1998.

Nel 2006 l’attività del Centro Speranza ha ottenuto la Certificazione di Qualità in conformità allo standard normativo internazionale ISO 9001:2008.

Dal 2007 la struttura sanitaria è accreditata dalla Regione Umbria con D.D. n. 9810, il rinnovo dell’accreditamento è stato notificato nel 2013 con D.D. n. 9897.

Nel tempo Il Palazzo Altieri ha subito numerose modifiche strutturali volte a renderlo idoneo alle attività cui è preposto in conformità alle vigenti norme per mettere a disposizione delle attività riabilitative e socio-educative ambienti idonei, maggiore professionalità e competenze.

Centro Madre Speranza Il Palazzo Altieri oggi

Un apporto importante a questa crescita qualitativa del servizio offerto è riconducibile alla raccolta fondi condotta dall’Associazione Madre Speranza Onlus, che ha permesso l’implementazione di nuovi ambienti e strumentazioni all’avanguardia per un miglioramento continuo dei servizi erogati, di adeguamento dell’offerta e delle condizioni ambientali per le persone con disabilità coinvolte.

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