Andrea mode tagliato

Ciao Andrea!

La scorsa settimana nella notte dell’8 gennaio ci hai salutato Andrea, dopo un lungo periodo di malattia in cui non hai mai smesso di lottare con la tua unica ed eccezionale tenacia; perché eri desideroso di vivere e di continuare ad amare i tuoi familiari e i tuoi amici. Ma ci hai salutato con la promessa di rivederti. E noi siamo certi che un giorno rivedremo il tuo bel sorriso e il sorriso di tutti gli altri ragazzi che ci hanno dato il privilegio della loro breve e intensa presenza fra noi qui al Centro Speranza.

Ciascuno di voi è un dono immensamente grande e bello per chi vi incontra, come ci racconta tua sorella Gloria in questa lettera scritta per te.

Lei, Gloria che ti conosceva bene ha lasciato parlare te immaginando i tuoi sentimenti, i tuoi affetti; e noi sentiamo che queste parole colme di gratitudine appartengono realmente al tuo cuore, grande e nobile. Le riportiamo:

“Io sono Andrea, un bambino di 34 anni. Non ho mai avuto la possibilità di dire o elaborare un discorso, e oggi, nel mio ultimo giorno di vita sulla terra lo faccio grazie a chi mi conosce davvero. Sono nato con una malattia, ma non per questo stavo male. Io stavo bene. Io ero felice. Sorridevo alla vita grato fino in fondo di averla, e ho lottato con tutto me stesso per poterla sfruttare il più possibile. Se sono questo super ragazzo è grazie alla mia famiglia.

Mamma, grazie per avermi trattato come il gioiello più raro e prezioso possa esistere, grazie per aver rinunciato alla tua vita per offrirne una migliore a me, grazie per aver mandato all’aria i progetti che avevi fatto ed esserti dedicata a me in ogni istante. Papà grazie per esserci stato, grazie per avermi educato, grazie per aver lavorato duramente per me, grazie per aver sofferto in silenzio e grazie per essere il mio papà.

Gloria, Mimmichina mia, grazie per essere grata alla vita che ti ha donato me, grazie per avermi osservato e capito, grazie per essere cresciuta con me, grazie perchè ti senti fortunata ad avermi, grazie perché ogni giorno sei felice di aver imparato da me il valore delle cose più importanti e dove andare a cercare la vera felicità.

Suore, educatori, volontari, ragazzi e compagni del Centro Speranza, grazie per essere stati la mia seconda famiglia, grazie per aver creduto in me, grazie per avermi accolto, coccolato, cresciuto e curato. Grazie a tutti gli amici e i parenti che mi sono stati vicini perché ho ricevuto tanto, grazie anche a quelli che si sono allontanati perché ho capito tanto. Non sto qui a raccontarvi la mia vita perché ci vorrebbero 34 anni dato che ogni giorno è stata una bella avventura. Vi dico solo che io sono stato un bambino come tutti voi: felice, allegro, spensierato…Facevo dispetti, cantavo, giocavo, correvo. L’unico ostacolo è che piano piano ho smesso di farlo. Ma non ho mai perso la forza, la gioia, il sorriso…fino all’ultimo momento.”

Gloria continua la sua lettera parlando in prima persona:

“…questo è Andrea, un bambino di 34 anni, unico, dolce, forte. E’ lui che ci ha insegnato a sorridere ed è lui che ci ha dato il coraggio di andare sempre avanti. Dai suoi occhioni potevi vedere il mondo e ci ha fatto capire che la disabilità è un modo d’essere; come chi ha i capelli rossi o gli occhi blu. Ricordatelo sempre così, nelle sue peculiarità che lo distinguevano, con la sua risata contagiosa. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo non ha bisogno di spiegazioni…e io sarò sempre grata a lui di ogni cosa. Prima di salutare il suo corpo, ma mai la sua anima, ci tengo a dire una cosa…

I bambini come lui, da un certo punto di vista diversi, non sono sbagliati…anzi sono i più puri e giusti possano esistere. Non abbiate mai paura di essere diversi…perché essere diversi come lui vuol dire essere speciali”

Ciao Andrea dal cielo proteggi ciascuno di noi e continua ad insegnarci ad amare la vita. Sempre.

Andrea con il suo amico Giammaria

Foto n. 8 (4)

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