70° anniversario d’Amore Misericordioso a Fratta Todina

Correva l’anno 1948, mese di aprile, giorno 10.

In questo giorno d’inizio primavera, è scritto nel Diario della Comunità, le prime Ancelle dell’Amore Misericordioso giunsero a Fratta Todina, piccolo borgo nella provincia di Perugia, per obbedienza alla loro Fondatrice, la Beata Madre Speranza di Gesù, ad aiutare il Parroco ad istituire un asilo.

Inizia così la storia delle Ancelle a Fratta Todina e dell’opera del Centro Speranza, aperto nel 1984, per attuare l’accoglienza incondizionata di ogni persona attraverso servizi riabilitativi e di promozione sociale.

Le suore da 70 anni spendono la vita nel servizio a bambini, giovani, ammalati e disabili con una maternità attenta ai bisogni umani e spirituali ha inciso profondamente la vita del paese. Tante Ancelle dell’Amore Misericordioso hanno vissuto in questo paesino dedicando la loro vita ai diversi bisogni della gente che la premura dell’Amore Misericordioso indicava loro.

Servizi scolastici e l’apertura del primo asilo sul territorio, l’educazione delle ragazze che risiedevano internamente al convento, l’oratorio, e, in ultimo, l’opera più grande di accoglienza dei bambini e ragazzi con disabilità. Nel cuore di molti abitanti di Fratta Todina, forse già in avanti con l’età, brilla il ricordo della maternità di alcune sorelle: umili, semplici e dedite ai servizi più nascosti, una presenza fondamentale per la vita spirituale di quanti le hanno incontrate.

Per ricordare l’evento che ha segnato la storia della comunità, venerdì 28 settembre alle ore 10.30 il Centro Speranza festeggia con la celebrazione della Santa Messa nella tensostruttura nel parco della struttura di Palazzo Altieri, via Roma 13 a Fratta Todina.

Insieme ripercorriamo le tappe di una storia lunga 70 anni

1948 – Un inizio tanto desiderato  

“Dal momento che il Vescovo di Todi conobbe il buon spirito della nostra Congregazione attraverso le suore che lavoravano al Seminario di Todi, incominciò a chiedere alla nostra Madre Fondatrice di aprire una casa nel paese di Fratta Todina, dove la Curia possedeva un palazzo che avrebbe ceduto alla Congregazione. Nostra Madre, però, per mancanza di personale si scusava sempre con il Vescovo di non poterlo accontentare. Questi fece ugualmente sistemare qualche stanza in modo che le suore vi potessero abitare. Terminati i lavori, il Vescovo, si rivolse nuovamente a nostra Madre. Il 3 aprile 1948 il Consiglio Generale delle suore accolse la richiesta.
Il 10 aprile 1948 giunsero a Fratta Todina, accompagnate dall’economo del Seminario di Todi, tre suore che dovevano preparare tutto il necessario per la Comunità. Era tale il desiderio di avere le suore che il Parroco Don Facondo Malanotte, appena vide fermarsi davanti la porta della Chiesa parrocchiale la macchina con le suore, lanciò a distesa le campane che suonarono a lungo a festa. Così si formò una processione di persone che giungevano per dare il benvenuto alle suore, creando una catena di solidarietà commovente: chi portava una gallina, chi alcuni piatti, chi bicchieri, chi posate…ognuno quel che intuiva sarebbe servito alla piccola comunità nascente.”  

Dal Diario della Comunità, Anno 1948

 

1948-1960 Le prime opere a favore dei bambini e delle giovani 

Dal 1 aprile 1948 iniziò l’attività della Scuola Materna Parrocchiale con una sezione di venti bambini. L’Amministrazione fu affidata al Parroco in convenzione con le suore. Sin dai primi tempi si aprì un internato per ragazze. Erano ragazze delle scuole medie o che avevano abbandonato la Scuola alla 5° elementare, per cui le suore offrivano loro la possibilità di frequentare le Scuole Medie del paese o di imparare un mestiere come taglio e cucito. Durante i primi anni vi fu anche una notevole affluenza di ragazze della Parrocchia. Con esse si facevano giornate di ritiro o di svago e teatri in grande stile alla guida di Suor Agnese.

1960-1974 Verso un servizio sempre più qualificato

Nel 1960 l’Amministrazione dell’Asilo passò alle suore e venne aperta una vera e propria “Scuola di taglio e cucito”. Iniziarono i lavori di ristrutturazione del Palazzo che era ancora pericolante in alcuni punti. Ricorda un giovane di Fratta Todina che “durante le feste di carnevale si ballava anche senza battere i piedi per via dei pavimenti traballanti.” Le suore presero in carico i lavori facendosi aiutare dai benefici offerti dal “Genio Civile” e dai soci costruttori IBO di diverse nazioni. Nel 1974 venne inaugurata la nuova sede completamente ristrutturata della Scuola Materna.

Anni 70 Una continua e materna attività pastorale

Negli anni 70 si intensificarono le attività a favore della gioventù, in particolare il teatro. I giovani si esibirono con successo in spettacoli come “La cieca di Sorrento” e “Cuore di Schiava”. Nacque anche la “Schola Cantorum” diretta da Suor Maria Pia, una suora ceca ottima corista e maestra di musica che introdusse non solo al canto ma anche alla vita spirituale tanti giovani del territorio. Nel 1976 aprì l’Oratorio Ricreativo i ragazzi trascorrevano i pomeriggi nel cortile di Palazzo Altieri e partecipavano ai tornei e ai campionati ANSPI, a gite ricreative e religiose.

1975 L’inizio di una nuova e bellissima missione

L’anno 1975 fu l’anno di un segno importante.

Si decise di accogliere nell’internato anche alcuni bambini più piccoli, fratelli delle ragazze ospiti. Questi primi bambini avevano problemi di disabilità, alcuni cerebrolesioni.

Si presentò così per la prima volta la domanda su come venire incontro a questo tipo di bisogni. Tutto questo nel bel mezzo di tante difficoltà burocratiche, economiche e amministrative che sembravano scoraggiare le suore a proseguire l’opera.

Fu allora la stessa Madre Speranza ad intervenire e incoraggiare la superiora, Madre Maria Grazia. Madre Speranza disse che Dio avrebbe aiutato con la Sua Provvidenza e che dovevano continuare, affermò con decisione: “in questa casa di Fratta Todina si farà tanto del bene”. La Madre sapeva da sempre che Palazzo Altieri avrebbe accolto un grande Centro per disabili. Era nei sogni di Dio e Lui preparava la strada.

Aumentarono le famiglie che si rivolgevano alle suore per i figli con problemi e così nel 1984 fu avviata la nuova attività che ad oggi continua instancabilmente con creatività, professionalità e carisma a prendersi cura di quei bambini con disabilità che bussarono alla porta delle suore con il loro bisogno di aiuto nel 1975.

Una domanda di aiuto che non è stata mai disattesa e che oggi trova risposte più competenti e qualificate ma nello stesso spirito di maternità e amore di allora.

Nel novembre 1981 Papa Giovanni Paolo II incontra a Collevalenza, nel Santuario dell’Amore Misericordioso, gli ammalati e i bambini ospiti del Centro Speranza e rivolge a loro, alle Ancelle e ai Figli dell’Amore Misericordioso queste parole:

“Desidero esprimervi il mio affetto, testimoniarvi il mio apprezzamento ed esortarvi a perseverare con coraggio nella via difficile, sulla quale vi ha posto la provvidenza di Dio che, se appare spesso misteriosa nei suoi disegni, è però sempre mossa da amore infinitamente sapiente e premuroso.
Nel Vangelo sono frequenti gli incontri di Gesù con persone ammalate. Egli non restò indifferente di fronte a nessuna situazione di umana sofferenza, ma ebbe per tutte un gesto di aiuto e una parola di conforto. Questo suo atteggiamento si è trasferito nella Chiesa, la quale ha imparato da Lui ad amare gli ammalati e ad adoperarsi per portare ad essi, insieme con la parola illuminatrice della fede, l’aiuto concreto che le circostanze rendevano possibile”

 

Non possiamo dimenticare quanti in questi anni hanno contribuito con il servizio volontario, l’aiuto economico, la preghiera e l’affetto solidale a rendere possibile ogni piccolo passo del Centro Speranza.

 

 

 

 

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